Ebbene sì, i colori cupi e le tinte fosche sono quelli preferiti dal Governo, e per esso dal ministro di turno, "libero" di gestire in autonomia il suo dicastero purchè si allinei alle rigide direttive di Silvio e di Giulio, per schizzare la tela del comparto istruzione del nostro Paese. Una tela prigioniera di una cornice fatta di "risparmi, risparmi, risparmi", più dura del ferro, invalicabile e noncurante di qualunque criterio logico, didattico e sociale. E se l'infame meccanismo produce "detriti, detriti, detriti", poco importa. Studenti, famiglie, precari, disoccupazione, povertà, disperazione e conflitto sociale sono tutti termini che non stanno nel dizionario, "allegerito", della Gelmini.
Ignari di tanto disagio ci si trastulla con la crisi politico-istitutzionale a Montecitorio. La crisi è già passata o forse non c'è mai stata? Scontro Fini-Berlusconi, elezioni anticipate, prescrizioni e leggi salva premier... Discorsi interessanti che però non rasserenano gli animi, nè tantomeno riempono la pancia. Dati alla mano si registrano nella sola provincia di Trapani un surplus degli studenti delle prime classi di 12 alunni (in totale 37 per classe), tagli per 466 lavoratori della scuola, e il fabbisogno, ovviamente ignorato, di 280 insegnanti di sostegno. Come farà un insegnante ad essere efficace e a formare, informare e istruire una classe così numerosa? come farà un operatore della conocenza nella scuola a sfamare i suoi figli? e i ragazzini disabili che necessitano del sostegno, dovranno arrangiarsi con 1/37 (un trensettesimo) di docente?
Neanche l'università è più baluardo di sapere e istruzione. L'aumento del 20% delle tasse e i tagli di ricercatori e dottorati sembrano essere l'avvio di una riforma disastrosa che, sicuramente in breve tempo, precipiterà il nostro Paese nel baratro dei più arretrati e involuti.
A tutti noi la scelta: subire o tentare con armi lecite (contestazioni democratiche, scioperi e voto) di difendere i nostri diritti e riappropiarci di quelli espropriatici.
Autore: Nicola Terranova
sabato 11 settembre 2010
venerdì 10 settembre 2010
Discutiamone...Cosa ne pensate?
Gelmini e Tremonti giustificano la distruzione della scuola: "In periodo di crisi bisogna tagliare tutto il superfluo" a partire da noi studenti e il nostro futuro.
Il problema è che le nostre vite e le nostre scuole non possono essere considerati dei capitoli di bilancio, non sono aziende in dissesto economico, non accettiamo di vedere distrutta la possibilità di costruirci un futuro.
Il Federalismo e il Petrolio
In questo periodo non c'e' partito politico che non parli di federalismo e autonomia, d'istituzioni vicine al territorio, di trasferimento di competenze e funzioni verso gli enti locali. Tutti sembrano concordare che il federalismo sia un ottimo strumento per affrontare efficacemente vecchi e nuovi problemi, indispensabile per migliorare la qualità dei servizi, insomma uno strumento che permetterà ai cittadini di controllare le scelte che riguardano il territorio in cui vivono. Alla luce di tale "convergenza" d'opinioni, diventa veramente difficile spiegare quello che sta succedendo in questi mesi in Sicilia; varie compagnie petrolifere (inglesi, americane e italiane) hanno chiesto alle autorità di effettuare delle trivellazioni, in maniera di individuare l'esistenza di giacimenti petroliferi davanti alle coste siciliane, nel mare siciliano. Le istituzioni politiche isolane, la quasi totalità dei politici siciliani indipendentemente dal loro colore politico hanno risposto in maniera univoca e inequivocabile, si sono schierati contro queste trivellazioni. Nonostante l' arrembante federalismo è la netta contrarietà delle istituzioni regionali e dei siciliani, le trivellazioni rischiano invece di essere effettuate. COME MAI? Presto detto, mentre per effettuare i sondaggi in terra ferma la regione ha voce in capitolo, per le trivellazioni off-shore (in mezzo al mare) la decisione spetta essenzialmente al ministero dello sviluppo economico, che non sembra avere alcuna intenzione di bloccare le ricerche. Insomma l'autonomia regionale e lo spirito federalista si fermano alla terra ferma, il mare sembra essere monopolio del vecchio e tanto vituperato stato centrale. Ovviamente si spera che il mare stesso sia stato avvertito della cosa, che insomma, davanti ad un eventuale versamento di petrolio proveniente da qualche piattaforma si astenga.. insomma... non si permetta di portare a riva il liquame poiché è lì che inizia l'autonomia regionale (sic). Le battute caustiche per non dire macabre sembrano non essere estranee a questa brutta faccenda, il quotidiano "La Repubblica" nella parte dedicata alla cronaca siciliana (edizione del 03/08/2010) riporta che a seguito delle pressanti richieste il ministero abbia fornito delle simulazioni d'incidenti allo scopo di rasserenare gli animi; il ministero ha spiegato che le correnti marine vanno quasi sempre dalla terraferma verso il largo, quindi sembra dire : "tranquilli ragazzi il petrolio se lo porterà quasi sempre il mare al largo e quasi mai, il mare, il petrolio lo porterà a riva"...CHE MATTACCHIONI!!... Alcuni potrebbero obiettare che non bisogna chiudersi in un bieco egoismo, che quelle risorse servono alla nazione intera e che se ognuno bada al proprio torna conto si andrà contro gravi conseguenze; sinceramente in questi termini si può iniziare a ragionare, ma ad una sola condizione che questa cosa venga detta e trasmessa a reti unificate da qualche campione del federalismo ( Bossi, Calderoli o qualcun altro poco importa), ovviamente il messaggio è da trasmettere a reti unificate più volte e nelle fasce di maggior ascolto. A tali obiezioni si potrebbe rispondere che il business del petrolio in Sicilia senza i nuovi pozzi rappresenta già un giro di affari di 300 milioni di euro l'anno e che la regione Sicilia incassa la miseria 420 mila euro l' anno per le royalties. Qualcuno potrebbe ricordare che in Sicilia si raffina circa l' 80 % del petrolio che viene consumato nella penisola con ricadute sull' ambiente e la salute della gente disastroso (un dato per tutti: a Priolo si registra il più alto tasso di deformazioni infantili d' Europa) e sempre ad un eventuale accusa di bieco egoismo localistico si potrebbe ribattere che tra qualche anno il rigassificatore che sorgerà a Porto Empedocle sarà in grado di immettere nella rete nazionale un quantitativo di gas che soddisfererà il fabbisogno di tutta la penisola. Insomma abbiamo dato, continueremo a dare, pagando costi giganteschi, avendone in cambio poche briciole, detto questo:perché insistere con nuove ricerche? con nuove trivellazioni? perché provocare altra distruzione? Finiamo con un po' di sano populismo: è nostro parere che le bellezze naturali che rischiano di essere danneggiate in maniera irrimediabile sono sì bellezze siciliane, perché ubicate nell' isola, ma esse ci piace pensarle come fossero delle vere e proprie opere d'arte e come tali chiunque ha il diritto e il dovere di difenderle poiché esse appartengono a tutti...proprio a tutti.. sì anche ai campioni di questo strano federalismo.
Autore Franz Libero Bonomo
Fonte: Alqamah
Autore Franz Libero Bonomo
Fonte: Alqamah
Ignoranza o informazione?
Noi italiani abbiamo la fortuna di essere nati in un posto che è stato per molti versi la culla dell'umanità: i nostri antenati erano gli antichi Romani che hanno avuto una cultura e una storia piena di vicende e persone valide in tutti i campi. I Romani a loro volta hanno preso molti usi e costumi dai Greci, da loro sottomessi.
A questo punto posso personalmente affermare che questa storia e cultura che ci stanno alle spalle dovrebbero incentivare l'intellettualismo, la volontà di conoscere e di andare avanti con tutti i mezzi disponibili per realizzare un successo sempre maggiore. Dovremmo farlo prima di tutto per noi stessi, per stima personale, ma anche perchè si verifichi un progresso nel paese al quale apparteniamo. Dovremmo interessarci ai problemi che affliggono la nostra società, capire che coloro a cui dovrebbe interessare il loro futuro siamo soprattutto NOI GIOVANI, che, come dicono tutte le persone adulte che ci circondano, SIAMO IL DOMANI DELLA SOCIETA' e dipendentemente dalla formazione scolastica che abbiamo e avremo, saremo dei cittadini e, più in generale, persone che sapranno farsi valere durante il corso della loro vita. Invece di andare avanti, mi sembra ci sia una regressione dai punti di vista politico-amministrativo, economico e sociale. La scuola doveva subire delle riforme, ma non in questo modo: non si fa altro che incentivare l'ignoranza e permettere sempre meno l'accesso alla cultura, che invece dovrebbe essere alla portata di tutti.
Poniamoci allora una domanda: è veramente in questo modo che vogliamo vivere la nostra adolescenza, disinformati riguardo a ciò che avviene nel mondo in cui viviamo? Adeguarci ai provvedimenti presi dalla Gelmini senza protestare o cercare di cambiare lo status quo?
Autore: Martina Paterniti
Gelmini promette lo Stop al precariato
L'obiettivo è assorbire nel giro di 6/7 anni i 220 mila precari della scuola italiana. Ed è questo il fine primo del nuovo regolamento sulla formazione dei docenti presentato questa mattina a Palazzo Chigi dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
Il ministro ha annunciato che saranno istituiti dal 2011 accessi a numero chiuso ai corsi universitari come Scienze della formazione, con un limite pari al fabbisogno della scuola più un ulteriore 30%, destinato anche a coprire il fabbisogno delle scuole paritarie.
NUOVE REGOLE
Il Regolamento prevede che per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria sia necessaria una laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso, che venga aumentata la parte di tirocinio a scuola e che sia previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie.
Inoltre, "per rispondere meglio alle esigenze dei ragazzi disabili", il nuovo Regolamento inserisce in tutti i percorsi gli insegnamenti finora riservati ai soli futuri insegnanti di sostegno, in grado di consentire a tutti i docenti di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.
Per diventare insegnanti nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sarà necessaria tra l'altro la laurea magistrale ad hoc (a numero programmato, basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie), completata da un anno di tirocinio formativo attivo (475 ore di tirocinio a scuola, di cui almeno 75 dedicate alla disabilità, sotto la guida di un insegnante tutor).
Si sta anche lavorando a una carriera degli insegnanti non legata automaticamente agli scatti d' anzianità. Difatti la Gelmini non ritiene tale metodo da Paese civile e propone un nuovo sistema in cui le promozioni dei docenti dipenderanno dai risultati ottenuti in carriera e non dal tempo passato in cattedra.
Autore Giuseppe Criscenti
Il ministro ha annunciato che saranno istituiti dal 2011 accessi a numero chiuso ai corsi universitari come Scienze della formazione, con un limite pari al fabbisogno della scuola più un ulteriore 30%, destinato anche a coprire il fabbisogno delle scuole paritarie.
NUOVE REGOLE
Il Regolamento prevede che per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria sia necessaria una laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso, che venga aumentata la parte di tirocinio a scuola e che sia previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie.
Inoltre, "per rispondere meglio alle esigenze dei ragazzi disabili", il nuovo Regolamento inserisce in tutti i percorsi gli insegnamenti finora riservati ai soli futuri insegnanti di sostegno, in grado di consentire a tutti i docenti di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.
Per diventare insegnanti nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sarà necessaria tra l'altro la laurea magistrale ad hoc (a numero programmato, basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie), completata da un anno di tirocinio formativo attivo (475 ore di tirocinio a scuola, di cui almeno 75 dedicate alla disabilità, sotto la guida di un insegnante tutor).
Si sta anche lavorando a una carriera degli insegnanti non legata automaticamente agli scatti d' anzianità. Difatti la Gelmini non ritiene tale metodo da Paese civile e propone un nuovo sistema in cui le promozioni dei docenti dipenderanno dai risultati ottenuti in carriera e non dal tempo passato in cattedra.
Autore Giuseppe Criscenti
Gelmini...Ministro della D-istruzione
Non si placano le proteste contro la Riforma Gelmini a Trapani dove cinquecento precari hanno occupato il Provveditorato agli studi.Ma per capire...In cosa consiste questa legge?
Le novità principali riguardano l'introduzione di due licei(musicale e coreutico e scienze umane) e l'ampliamento del liceo artistico. Gli indirizzi e le sperimentazioni vengono ridotti da 750 a 20 ufficialmente per riportare chiarezza, mentre gli istituti tecnici vengono a loro volta riformati per soddisfare le attuali esigenze del mondo del lavoro. L'insegnamento della lingua inglese viene reso obbligatorio per tutto il quinquennio, e l'insegnamento delle materie scientifiche viene potenziato, ma solo in alcuni indirizzi.
Bene,direte voi. Hanno finalmente migliorato la scuola, perchè professori e studenti continuano a scioperare? Il motivo è semplice. A causa di questa legge ci sarà un drastico taglio alle ore di insegnamento negli istituti tecnici e professionali, dove si prevede una drastica riduzione di ore con conseguente licenziamento dei professori.
Il ministro Gelmini, oltre gli istituti tecnici, ha preso di mira anche i licei.
Questo il quadro che si verrà a creare a Settembre: i docenti verranno dimezzati, avremo classi affollate con poche ore disponibili per apprendere e testare ciò che abbiamo appreso.
Qui di seguito i principali cambiamenti per ogni liceo:
-Classico. La lingua straniera sarà obbligatoria per tutto il quinquennio, mentre fisica e scienze potranno essere attivate dagli istituti anche nel biennio ginnasiale. Le ore saranno ridotte da 26/29 ore a 27 ore nel biennio e da 28/33 ore a 31 ore nel triennio.Verranno eliminate le sperimentazioni nazionali, come il P.N.I. Matematica e Fisica, bilinguismo... e quindi ridotte alcune materie
-Scientifico. Di base avrà il latino obbligatorio, ma ai singoli istituti sarà data facoltà di attivare anche l’opzione scientifico-tecnologica; l’unica che non lo prevede.Le ore settimanali saranno ridotte da 29/34 ore a 27 ore nel biennio e da 29/34 ore a 30 ore nel triennio.Verranno eliminate le sperimentazioni nazionali, come il P.N.I. Matematica e Fisica e il potenziamento di scienze.
-Linguistico. Tre lingue straniere obbligatorie, ma anche due insegnamenti non linguistici impartiti in lingua straniera; il primo dal terzo e il secondo dal quarto anno. Le ore saranno ridotte da 32/35 ore a 27 nel biennio e da 31/35 ore a 30 ore nel triennio.In particolare, Latino scompare nel triennio. Disegno e Diritto saranno cancellate nel biennio.
-Liceo Socio-Psico-Pedagogico. I 3 indirizzi si riuniranno in un unico liceo che si chiamerà Liceo Scienze Umane. Le ore saranno ridotte da 34/35 ore a 27 ore per il biennio e 34/35 ore a 30 ore per il triennio.
-Liceo Artistico. Qui vi sarà la possibilità di scegliere fra 3 indirizzi: arti figurative, architettura-design-ambiente o audiovisivo-multimedia. Le ore settimanali saranno ridotte da 39/40 ore a 34 ore per il biennio e da 41/44 ore a 35 ore per il triennio.Paradossalmente, riducendo le ore da 40 a 34-35, verranno tagliate proprio le attività laboratoriali delle materie artistiche, la peculiarità di tale indirizzo.
-Musicale e coreutico. Ci dilunghiamo un poco di più su questa che è la vera novità del progetto. Due sezioni dunque, come dice il nome stesso. Quella musicale avrà 40 sottosezioni, quella coreutica inizialmente 10. Entrambe saranno strettamente collegate a conservatori e accademie di danza per le materie di rispettiva competenza. L’idea è di istituire un canale preferenziale tra la scuola e gli ambienti di specializzazione al fine di perdere meno talenti possibile per strada.
In linea di massima, in un futuro non molto lontano, nel Belpaese scarseggeranno medici e professori, ma almeno ci consoleranno musicisti e cantanti.
Giuseppe Gianno
giovedì 9 settembre 2010
Il tramonto della scuola pubblica
Il Governo Berlusconi ha deciso si sferrare un attacco ben mirato contro la scuola pubblica. La politica economica di Tremonti ha determinato un numero enorme di tagli del personale docente e Ata, cioè la colonna portante della scuola italiana, coloro che ogni giorno si sacrificano per la formazione e l’istruzione della classe dirigente del futuro. Inoltre il Ministro dell’ Istruzione Gelmini si mostra indifferente per la sorte di quei docenti, per lo più precari, ai quali non sarà rinnovato il proprio contratto di lavoro. I tagli colpiscono soprattutto le scuole del Meridione e in particolare la Sicilia già annichilita da una crisi economica e alle prese con una disoccupazione giovanile pesantissima. La riforma della scuola è sempre di più una controriforma, manca infatti una cultura pedagogica di fondo, un progetto culturale che possa rinnovare il sistema scolastico. La scuola non è un settore economico come tanti altri, è il luogo della formazione, dove gli studenti diventano cittadini consapevoli dell’importanza della cultura delle regole e della legalità. Diminuire gli investimenti nella scuola significa negare il progresso e il futuro della società italiana. La questione dei precari rivela la mentalità e l’antropologia di questa classe dirigente di centro destra feroce con i lavoratori e abissalmente distante dai bisogni dei cittadini in difficoltà. Sulla scuola si gioca una partita fondamentale per le sorti del Paese, tra coloro che credono ancora nell’ importanza della politica di sostegno ai processi di apprendimento e di scambio interculturale e chi preferisce il trionfo della videocrazia e l’egemonia dei disvalori che la televisione diffonde con una forza e una virulenza sconvolgente. Bisognerebbe investire risorse maggiori, razionalizzare le spese per rafforzare la sicurezza e la stabilità economica di chi lavora nella scuola, di tutti quei docenti che continuano ad essere talmente idealisti da ritenere la scuola lo strumento più importante per elevare la coscienza morale di ogni uomo.
Oggi invece la morale viene sbeffeggiata, oltraggiata dai furbi e cinici al potere, dunque considerata vecchia, fuori moda, insomma un peso di cui ci si deve sbarazzare proprio come quei precari in lotta. Gli studenti così sono costretti a subire il caos organizzativo e a diventare le principali vittime di un Paese brutale e irriconoscibile.
Oggi invece la morale viene sbeffeggiata, oltraggiata dai furbi e cinici al potere, dunque considerata vecchia, fuori moda, insomma un peso di cui ci si deve sbarazzare proprio come quei precari in lotta. Gli studenti così sono costretti a subire il caos organizzativo e a diventare le principali vittime di un Paese brutale e irriconoscibile.
Autore Danilo Grassa
Fonte: Alqamah
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